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Questo aereofoglio (modello bireattore MD-82) è stato composto dopo la prima adunanza plenaria dovuta alle impellenze ed incontinenze pataesistenti sul territorio meneghino. L’incontro ha avuto luogo la sera del 25 Phalle 135 E.P. (Vulg. giovedi 4 settembre 2008) presso la casa/studio/astronave del Patacontaminatore Semiotico giovanni ricciardi in viale gran sasso 48 in milano.

Erano presenti alla serata: tania lorandi, domenico quaranta, marco maiocchi, giovanna feola, marco baj, (b) ananartista, giuseppe veneziano, carla roncato, elisabeth lanza, romano baratta, antonello quarta, stefano de toni

Erano presenti sotto forma di vapore: antonio d’antonio, michele checchini, emily joe.

 

Il pataereo è 50x70cm stampato in 300 esemplari su carta patinata. E’ ripiegabile in forma di aereo, collaudato e garantito per un volo di oltre 100 giduglie.

 

L.H.O.O.Q.Q.    giovanni ricciardi 2008

//infraleve.blogspot.com/

 

 

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BREVE TRATTATO SULL’ACCUMULO DELLE PAROLE INUTILI E LORO SEDIMENTAZIONE NEL PADIGLIONE AURICOLARE.

Capitolo I

 

 

 

 

 

Sempre più sfortunatamente le parole inutili, a noi inutili, vengono ben poco prese in considerazione dalle onecchie degli uomini. E’ così che solo le parole nitide e ri-conosciute raggiungono le belle sfere celebrali destresinistre.

La forma astralocartilaginea delle onecchie, si divide in passaggi e sottopassaggi binari nella spiraliforme evoluzione delle inutili parole le quali atterrano sui soffici lobuli e ben accolte o almeno all’apparenza, “cortesemente”, vengono avvitate in un percorso che le piglia, le ripiglia, le sfianca in un lungo filtraggio e sedimentazione accurata attraverso l’incavatura dell’elice malvagia per finire nella conca auricolare serpentina fino al meato acustico  e il suo zerbino ove le parole ormai in ginocchio si prostano al monte trago e spirano.

 

 

 

 

UDITE UDITE!

 

Udite ciò che volete udire! Ma solo perché la struttura lo permette e ben avvia al buco centrale, dove stanche di entrare le parole a noi inutili nelle onecchie degli uomini si ammassano, pesanti in quell’agglomerato che noi asportiamo come secreto delle onecchie sporche. E quanti segreti invece rimangono nelle nostre orecchie inascoltati ed asportati per mezzo di attrezzi accuratissimi e sempre gentili come i morbidi bastoncini di cotone fioccato, e solo in ultimo, poiché si sa non è cortese in ultimo, il dito mignolo.

 

 

 

 

In questa semi-serena e semi-meccanica pulizia le onecchie si liberano delle parole inutili e rifiutano ciò che diretto all’intelletto non arriva. Si da atto che l’inutile s’addensa poco prima del buco auricolare dell’onecchio, già sotto il nome di CERUME così da esso si distacca.

 

Più fortuna bensì alle parole inutili, a noi utili, e sempre sconosciute!! le quali entrano dirette al buco delle onecchie e si gonfiano lì appena dentro di grande verità, alla nostra saggia incomprensione!! HAHA!

 

 

 

 

 

 

 (segue seconda parte su: Metodologie e servomeccanismi di acquisizione delle parole inutili)

 

 

 

 

Giovanni Ricciardi (jà joao Cleombroto)

 

6 Gidouille 135 E.P.

             @

 

 

 

 

 

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