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Al Consiglio d’Istituto del
Liceo Artistico di Aversa

All’attenzione del prof. Raffaele Bonifacio Gambardella,

Troppo spesso i sordidi intellettualismi di cui si soggiogano le parti della cultura istituzionalizzata, sono tristemente più percepiti da chi percorre strade “underground”, sotterranee, eppure troppo vivide e riconosciute per essere trascurate. E’ anche vero, stranamente, che i cerebralismi più fervidi rifiutano un certo tipo di riconoscimento, ponendosi quasi sempre “contro”.

I meravigliosi percorsi culturali di chi, come LuigiLuca Castellano, sfrecciano verso direzioni mai “prevedibili” e non meno “comprensibili”, ci appaiono più praticabili solo a lungo andare, divenendo accessibili quando si ha il tempo di riflettere oppure quando è il tempo a dare le appropriate ragioni.

Ho avuto il piacere di conoscere Luca in età molto giovane, rimanevo ad ascoltare e osservare. Seguivo i suoi discorsi a stento, dopotutto, molti riuscivano ad interloquire con lui difficilmente. Più che altro ammiravo quel flusso creativo sempre a metà strada tra l’etica più alta e il divertimento linguistico più bischero ma mai prosaico. Era già palese ai miei giovani occhi la sua arma della rinuncia verso tutto ciò che doveva essere riconosciuto e istituzionalizzato; questo garantisce sempre un’autenticità intellettuale. Era un ricercatore infaticabile di spazi mentali e fisici, ove finalmente poter liberare le sue intuizioni continue, ma sopra ogni cosa, era uomo di cultura che riusciva ad essere libero da ogni sapere. Questo gli permetteva di provare spesso l’incanto. Ricordo il suo sguardo attento a labbra schiuse mentre mio padre, lo scultore Mario Ricciardi, rivestiva lo spazio di un’immagine, lui ascoltava e proseguiva, si inseriva nei discorsi con il fare di un musicista, ma all’apice dei discorsi più difficili e filosofici, seguiva sempre una sdrammatizzante ironia.

Così ho vissuto la sua dolorosa dipartita a Napoli. Ho assistito allo stallo che riportavano gli occhi di TUTTI gli artisti napoletani per la sua scomparsa.

Viene sempre il momento in cui rileggere “un libro riposto” perchè troppo complesso e afferrabile solo nel tempo. Per tanti quel momento è avviato già da tempo da chi con impegno a lui si dedica, in più, l’idea di battezzare il liceo artistico di Aversa sotto il nome di Luigi CatellanoLuca potrà mantenere stretto “il suo libro” tutto da leggere, iniziando di certo dalla prima pagina.

Milano, 23/7/2003

Giovanni Ricciardi

A questa lettera di otto anni fa, colgo l’occasione per aggiungere un saluto al compianto Raffaele Gambardella venuto a mancare recentemente e che tanto si è impegnato nell’illuminare la strada di Luca, uno dei più grandi intellettuali e agitatori della cultura del sud, riconosciuto e amico dei più grandi intellettuali del 900. A tutt’oggi, il liceo artistico di Aversa si chiama: “Luca Giordano” con il motto: “La civiltà di un popolo dipende dalla Cultura dei Giovani.” 

Sicuramente, ma sarebbe meglio dire: “La civiltà di un popolo dipende dalla capacità di riconoscersi…”

Giovanni Ricciardi, 24 Settembre 2011.

Patafisica | Napoli | portici | intellettuali napoletani | dimenticati | giovanni ricciardi | LucaLuigi Castellano |

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