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Sin dai miei precoci accostamenti al mondo della comunicazione per immagini ho sentito come necessità primaria di navigare verso le intriganti possibilità evocative dei simboli. Dopo uno studio approfondito sulle possibilità soprattutto tecniche iniziato negli anni 90, nel 1995 il mio interesse si muove su tematiche introspettive con opere come “ex-stasis” fino ad arrivare a quelle del 96, in cui la mia ricerca si è aperta verso l’esterno indirizzandosi sull’approfondimento della visione post-umana tanto discussa e affrontata nei circuiti mondiali dell’arte contemporanea. Dal 97 La mia ricerca si muove prima sulla “emulazione ” dei materiali, delle superfici in trasformazione, (come
la muffa artificiale in “carnivoro“) poi verso un’analisi che scandaglia le cause degli effetti, le relazioni tra forme e contenui. In definitiva c’è un filo conduttore che unisce tutto il mio percorso, fino ad oggi molto intenso seppure breve, e penso che converta nel mio tentativo di edificare un’immagine e un’opera che non vuole essere solo rappresentazione di una visione individuale,ma che adopera l’arte come mezzo di conoscenza introspettiva sul reale, per una interlocuzione attiva tra il codificato e il decodificabile.

Giovanni Ricciardi

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