Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
Menu
menu

Mi trovo con questi ultimi lavori ad attuare una sottrazione, una sottrazione della conoscenza.

La conoscenza è un pieno, le persone parlano, urlano, addizionano se stessi alla realtà, addizionano la realtà di se stessi.

In questi lavori io sottraggo alla vista la conoscenza di un’immagine stereotipo precostituita e addiziono un vuoto, una mancanza come l’incoscienza, di ciò che non è palpabile di ciò che non è visibile di ciò che non è più riconoscibile, questo mi porta in uno spazio nuovo.

Io sperimento il vuoto sperimento la mancanza, la mancanza e il vuoto come oblio e come dimenticanza, come tentativo di sopraffare la conoscenza da tutto ciò che abbiamo già nella mente, nella memoria, come stereotipo e archetipo sempre proiettato sulle cose. Io vorrei scardinare, scavalcare, svuotare, cancellare, non decontestualizzare come le avanguardie del 900 ben hanno fatto liberandoci già dalla schiavitù dei pensieri precostituiti. No, è il rapporto tra la funzione visiva di quello che abbiamo di fronte e le funzioni che detta la nostra memoria, tra la nostra memoria e quello che vediamo. Io vorrei decontestualizzare il meccanismo di proiezione della memoriariportandola altrove. Decontestualizzare l’archetipo usufruendo delle sue sagome ma adoperando una sottrazione che mi riporta al vuoto come sua dimenticanza, poichè il vuoto non è l’assenza ma si palesa lì dove non c’è o non c’è più conoscenza.

Il vuoto non è qualcosa che ha inizio e fine in se stesso, non è un corpo, il vuoto non è un nulla separato dal resto. Il vuoto non esiste fisicamente se non nella nostra mente in forma di pura incoscienza. Allora mi tuffo nel vuoto, mi tuffo nella dimenticanza dell’archetipo sottraggo alla visione all’elemento scontato che la memoria oramai satura di immagini continuamente ci falsa l’emozione, ci falsa e ci distrugge, ci annienta e ci schiaccia, ci opprime e ci comprime. Io voglio sottrarre addizionando il vuoto della dimenticanza. Cosa meravigliosa sarebbe trovare la possibilità di cancellare qualcosa nella mente degli altri dopo aver esposto i miei quadri, sarebbe meraviglioso dare qualcosa in meno e non in più. Io vorrei che attraverso i miei quadri riuscissi a cancellare dalla mente degli uomini qualcosa. Liberarli almeno per un attimo.

E’ necessario oggi cancellare, non è necessario addizionare, siamo troppo pieni di immagini siamo troppo pieni di stereotipi, di coscienza come conoscenza. Dobbiamo sottrarre, dobbiamo riscoprire il vuoto come dimenticanza. Cercherò il vuoto che rifarà luce sulla realtà in modo inatteso. Vorrei decostruire la conoscenza, è questo ciò che vorrei, decostruire, scoprire il vuoto come liberazione. Noi non pensiamo che a forme piene non pensiamo che a cose, io voglio pensare al vuoto che abbiamo, allo spazio che più somiglia a ciò di cui abbiamo bisogno veramente. voglio riuscire ad eliminare il pieno dei miei pensieri. E’ una ricerca che mi prende molto sin dal 95, da quando già mi interessava il positivo e il negativo delle cose. Io riuscivo a percepire il fascino del rapporto che c’è tra un pieno e un vuoto. Voglio cancellare, voglio sottrarre per riscoprire la realtà così com’è. Io cercherò di sottrarre alla forma non il significato ma la forma stessa. E’ questo il mio intento. Il significato non mi interessa, l’addizione dell’essere umano non mi interessa. Mi interessa dimenticare l’idea e trovarmi nel vuoto come sottrazione per ritrovarmi in uno spazio vero e perfetto.Dimenticare le mie conoscenze, dimenticare perfino di dimenticare, attraversare il vero vuoto…sfiorando il nulla del pensiero per ritrovarmi nella realtà.. Attraverso il vuoto della dimenticanza si può raggiungere l’essenza delle cose. Per poter attuare questo la pittura si fa mezzo d’eccezione scientifica e di pratica attraverso la quale a me si palesa la vita nella sua verità.

Giovanni Ricciardi

Leave a reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close